Gestione del profilo LinkedIn: cosa include, quanto costa, a chi affidarla
Delegare la presenza su LinkedIn si può — a patto di sapere cosa si delega e cosa deve restare tuo.
Cosa significa, davvero, gestire un profilo
Chi cerca qualcuno che gli gestisca LinkedIn di solito non vuole "un social media manager": vuole smettere di avere il profilo fermo da tre mesi senza smettere di esistere per i decisori del suo settore. La gestione seria di un profilo è un ciclo editoriale che si ripete ogni settimana: decidere cosa dire (i temi, scelti sulle fonti e sugli obiettivi del titolare), scriverlo nel suo tono, prepararne il visivo — immagini e caroselli — programmare le uscite e leggere i risultati per capire cosa tiene sulla sua rete.
C'è una sesta cosa, e distingue la gestione fatta bene da quella che rovina la reputazione: l'approvazione. Il profilo porta il nome del titolare; nulla dovrebbe uscire senza il suo sì. Diffida di chi ti propone di "non pensarci più": su LinkedIn si parla a nome tuo, e il visto finale non si delega.
Le tre strade (e i loro prezzi)
1. Il freelance — 500-1.500€ al mese. Un professionista che segue poche persone, con un rapporto diretto. Funziona quando trovi quello bravo e il budget regge; il limite è la continuità — le ferie, i picchi di lavoro, il ricambio.
2. L'agenzia o il ghostwriter dedicato — 1.000-5.000€ al mese. Il servizio completo, sartoriale, con una squadra. È la scelta giusta per chi fattura abbastanza da giustificarla; per la maggior parte dei professionisti singoli è semplicemente fuori scala.
3. La redazione personale — da 29€ al mese. iPeople tiene lo stesso ciclo — temi proposti ogni settimana dalle tue fonti, bozze scritte nel tuo tono, immagini e caroselli pronti, programmazione integrata, statistiche che rientrano nel piano — con una divisione dei ruoli dichiarata: la direzione editoriale è umana, l'esecuzione la fa l'AI configurata sulla tua voce, e tu approvi dal telefono. Come in tipografia: il direttore decide cosa esce, la stampa lavora precisa e puntuale.
Il metro per confrontare le tre strade è lo stesso: 12 post di qualità al mese sono ~10 ore di scrittura che non fai più tu. Se da LinkedIn arriva un solo cliente, per un consulente B2B il servizio si è ripagato per anni.
Cosa non delegare mai
Due cose restano tue in qualsiasi formula. La direzione: per cosa vuoi essere ricordato, a chi parli, quali posizioni prendi — nessun fornitore può deciderlo al posto tuo, e chi promette di farlo produce la voce generica che si riconosce a un chilometro. Il sì finale: l'approvazione di ogni post prima che esca. Il resto — la scrittura nel tuo tono, il visivo, la costanza settimanale, la lettura dei numeri — è esattamente il lavoro che ha senso affidare.
Se prima di delegare vuoi capire dove sei, parti da una revisione del profilo; se invece cerchi una testa che lavori sul posizionamento, quello è il mestiere del consulente LinkedIn — un lavoro diverso dalla gestione, e complementare.
Domande frequenti
Cosa include la gestione di un profilo LinkedIn?
Una gestione completa copre cinque cose: il piano dei contenuti (cosa dire, a chi, con quale cadenza), la scrittura dei post nel tono del titolare, le immagini e i caroselli, la programmazione delle uscite e la lettura dei risultati per correggere la rotta. La revisione iniziale del profilo è il punto di partenza. Quello che una gestione seria non include mai è la pubblicazione senza consenso: ogni contenuto esce con il nome del titolare, quindi il sì finale resta suo.
Quanto costa far gestire il profilo LinkedIn?
Un freelance che segue il profilo con continuità chiede in genere 500-1.500€ al mese; un'agenzia o un ghostwriter dedicato va da 1.000€ a 5.000€ al mese. iPeople porta lo stesso ciclo di lavoro editoriale — temi proposti ogni settimana, bozze nel tono del cliente, immagini, programmazione, statistiche — a partire da 29€ al mese, perché la direzione resta umana e l'esecuzione la fa l'AI configurata sulla voce del cliente.
Gestite anche la pagina LinkedIn aziendale?
Il servizio è costruito per il profilo personale, perché è lì che un professionista costruisce reputazione e trova clienti: le persone seguono persone. Il piano Business copre fino a 3 profili LinkedIn (in arrivo) — il caso tipico è un piccolo studio con più soci da firmare, non una redazione aziendale. Per la pagina aziendale vera e propria il consiglio onesto è un altro: parte sempre dopo, e funziona solo se i profili personali sono già vivi.
Il tuo LinkedIn, gestito. Il tuo nome, tuo.
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